Il dialetto nelle Saline di Trapani

Il dialetto siciliano trapanese in uso nelle Saline di Trapani da parte degli addetti alla sali-coltura.

 

ACQUA CRURA
Acqua marina il cui tasso di salinità non supera gli otto-dieci gradi Baumé.


ACQUA FATTA
Acqua con una salinità di diciotto-venti gradi Baumé.


ACQUALORU
Aiutante degli uomini di “venna”, incaricato di distribuire l’acqua da bere ai salinari.


ACQUA MATRI
Liquido residuo del raccolto del sale; servirà da lievito per le successive coltivazioni e viene conservato nel “vaso cultivu”.
Il tasso di salinità è di ventotto-trenta gradi Baumé.


ALA
Asse esterno della pala del mulino a stella.


AMMA DI ‘NTINNA
Montante centrale della pala del mulino a stella.


AMUNZIDDARI
Predisporre il sale dentro le caselle salanti in piccoli mucchi alti non più di un metro.


ANCIDDRA
Anguilla, specie ittica presente nelle “fridde”.


ANNALORU
Salinaro che presta servizio nella salina tutto l’anno: la figura più importante è quella del “curàtulu”.


ARATEDDRA
Orata, pesce pregiato allevato nelle peschiere.


ARBULARI U MULINU
Preparare il mulino per la successiva campagna salifera.


ARIUNI
Piazzale adiacente le caselle salanti, dove si deposita il sale in cumuli “munziddruni”.


ASSUMMARI A SALINA
Azione di prosciugamento delle acque accumulatesi negli invasi nei mesi invernali.


ASSUMMARI U VASU
Operazione di prosciugamento degli invasi adibiti a peschiera, per pescarne il pesce.


ASSUMMATURI D’ACQUA
Operaio addetto ad azionare la spira a funzionamento manuale per far defluire le acque dai bacini salanti.


BADDARONZULARU
Giovane addetto a togliere i residui di fango dai cumuli di sale.


BARRUNI
Asse di legno che permette la manovra della saracinesca.


BUTTUNI
Pioli o chiodi infissi nel muro della torre del mulino a stella, come punti di ancoraggio delle corde.


CAMMARA DA SPIRA
Luogo dove viene collocata la spira.


CANALI D’ACQUA CRURA
Canale interno dalla salina che congiunge il “vasu cultivu” con le “cauri”.


CANALI D’ACQUA FATTA
Canale che congiunge le “cauri” e le caselle salanti.


CANALI DI MEZZU
Canale principale della salina.


CANTUNI
Concio di tufo di Favignana o di Marsala (cm. 70x25x25).


CAPUPARTITARA
Responsabile delle operazioni di ammasso del sale in cumuli dentro le caselle salanti.


CAPUVENNA
Capo della squadra d’operai addetti al trasporto del sale dalle caselle salanti allo “ariuni” attiguo.


CARRICATURI
Operaio addetto al trasporto del sale a spalla. Le ceste oggi sono sostituite da carriole.


CATTEDDRA
Cesta di lamierino zincato utilizzata per il trasporto del sale.


CASA DI SALINA
Fabbricato interno all’impianto salinifero. Era adibito all’abitazione dei curatulu e come ricovero dei salinari in genere, comprendeva un magazzino e un mulino-frantoio.


CASEDDRA
Casella dove avviene la cristallizzazione del cloruro di sodio.


CASTEDDRU
L’insieme degli elementi costituenti la parte superiore del mulino americano.


CAURA
Vasca salante del quarto ordine della salina. Le sue acque raggiungono una salinità di sedici-venti gradi Baumé e sono pronte per essere immesse nelle caselle dove avverrà la cristallizzazione del cloruro di sodio.


CIARAMIRA
Tegola di terracotta utilizzata per ricoprire i cumuli di sale in deposito sull'”ariuni”.


CICCU
Cerchio in ferro usato per consolidare i listelli che formano la spira d’Archimede.


CILINDRU
Grossa trave in legno presente con la stessa funzione sia nel mulino a stella che in quello americano.


CUBBULINU
Cupola in legno costituente la parte superiore del mulino a stella. Poggia su una struttura girevole che permette di orientare il mulino seguendo la direzione del vento: ad esso è collegato l’asse con le pale del mulino.


CUNICCHIUNI
Pignone in legno interno alla torre del mulino a stella. Trasmette il movimento della corona dentata superiore all’asse verticale “rittu”.


CUNOCCHIA
Pignone in legno che collega l’asse verticale con la corona di base.


CURATULU
Uomo di fiducia del proprietario con poteri direttivi nella gestione della salina.


CUSCINEDDRU
Cuscinetto imbottito usato dagli uomini della “venna”, veniva poggiato sulla spalla sinistra del salinaro che poi vi sistemava la cesta di sale.


CUTTUNINA
Tela ruvida di cotone molto resistente. Viene distesa sulle pale del mulino a stella per consentirne il funzionamento.


DDUVA
Listello in legno di polentino usato per costruire l’involucro esterno della spira.


DICINA
Indica dieci salme di sale trasportato fuori dalle caselle depositato sullo “ariuni”, oppure i multipli di dieci.


EFFICI
Erpice costituito da un asse di legno, con chiodi sporgenti da un lato. Viene usato per rimuovere la superficie frantumata del sale.


FANGU VIVU
Fango in cui cresce la flora marina indispensabile per l’alimentazione dei pesci.


FILIARI
Si dice dell’acqua che comincia ad acquistare un tasso di salinità alto, divenendo oleosa al tatto.


FORARU
Involucro esterno della vite di Archimede realizzato in legno di polentino.


FRIDDA
Bacino limitrofo al mare, di cui ha la stessa salinità (3,5 – 4,5 gradi Baumé) e temperatura.


GIRU SUPRANU
Anello in legno di rovere girevole su cui veniva montata la cupola del mulino a stella.


GIRU SUTTANU
Anello in legno di rovere, infisso sulla muratura del mulino a stella. Su di esso veniva innestato il giru supranu.


ITTARI A FACCIU
Si dice dell’operazione di immissione delle “acque fatte” dai “cauri” nelle caselle.


ITTARI ‘N FUNNU A SALINA
Operazione di caricamento di tutte le vasche della salina.


LEVITU
Si dice dell’acqua madre quando funge  da lievito per la maturazione delle altre acque.


LINGUATA
Sogliola, specie ittica presente nelle peschiere.


MAMMACAURA
Fanghiglia mista a solfati di calcio e di magnesio residua della campagna salifera. Viene utilizzata per compattare il fondo delle caselle salanti o gli argini ad apertura della nuova campagna.


MANGIARACINA
Salpa, specie ittica presente nelle “fridde”.


MANIARI U SALI
Operazione consistente nella osservazione del graduale aumento della salinità nell’acqua dei vasi. Il salinaro si basava esclusivamente sulla esperienza accumulata di generazione in generazione.


MAZZA A TUMMINU
Indennità che il curatolo percepiva sul sale raccolto.


METTIRI A CASEDDRA ‘N CURRIA
Consisteva nelle canalizzazioni praticate dentro le vasche di cristallizzazione al fine di far defluire le acque residue.


MEZZAIURNATA
Giovane operaio addetto al trasporto del sale, retribuito al cinquanta per cento degli adulti.


MOLA
Elemento in pietra del mulino-frantoio utilizzato per la molitura del sale.


MPAIARI U MULINU
Stendere le vele sulle pale del mulino a stella.


MUDDRARI A SALINA
Si dice della salina che è pronta per la raccolta del sale.


MUCIARA
Barcone navigante al rimorchio.


MULETTU
Cefalo, pesce che viene coltivato nelle peschiere.


MULINARU
Operaio addetto alla manutenzione e al funzionamento del mulino a stella.


MULINU AMERICANU
Mulino a vento con ventiquattro palette metalliche lunghe un metro e venti centimetri; si orienta automaticamente.


MULINU A STIDDRA
Mulino a vento munito di pale della lunghezza di quattro metri circa. Viene orientato manualmente.


MUNZEDDRU
Cumulo di sale alto circa un metro predisposto dai salinari all’interno delle caselle salanti.


MUNZIDDRUNI
Grosso cumulo di sale depositato sull'”ariuni”, poteva contenere fino ad ottocento salme di sale.


MUSCALORU
Parte della pala del mulino a stella sulla quale veniva steso un telo bianco.


MUSSU DI ‘NTINNA
Punta della pala del mulino a stella.


MUZZARO
Nono, pesce presente nelle “fridde”.


‘NCUCCIARE
Operazione consistente nello allargare le vele sulle pale del mulino a stella.


NESCIRI U SALI
Si dice del complesso delle operazioni per la raccolta del sale e del successivo trasporto sull'”ariuni”.


NEVULI
Cumuli di sale.


‘NTINNA
Pala del mulino a stella di forma trapezoidale, realizzata in legno di castagno.


NUNNATA
Avannotti, piccoli pesci presi lungo il litorale per popolare le peschiere.


OMINI D’AIUTU
Operai avventizi, addetti ai lavori pesanti e di bassa specializzazione.


OMINI ‘DDA VENNA
Salinari componenti la squadra addetta al trasporto del sale.


PAGHIETTINI
Orditure longitudinali delle pale del mulino a vento.


PALA DU SUTTACURATULU
Pala n ferro utilizzata sia dal curatolo che dal sottocuratolo per piccoli lavori.


PALA PI’ CARRICARI
Pala in ferro utilizzata per riversare il sale nelle ceste.


PALU PI RUMPIRI
Palo di ferro fissato orizzontalmente ad un robusto manico di legno. Viene utilizzato per frantumare la crosta del sale prima della raccolta.


PALUNEDDRU
Pala in legno munita di un lungo manico usata sia durante la pulitura delle vasche che per ammucchiare il sale.


PARTITATRU
Salinaro addetto ad ammucchiare il sale dentro le caselle salanti.


PISASALI
Aerometro di Baumé, usato per misurare la densità dei liquidi.


PISCITEDDRU DI MAMMACAURA
Mucchi di fanghiglia misti a sale disposti nelle “cauri” in modo che richiamano la sagoma del pesce.


PITINIA
Residuo del sale rimasto nelle caselle a raccolta avvenuta.


PITINIARU
Salinaro addetto alla raccolta dei “pitinii”.


PUTTARI U MULINU A VENTU
Orientare le pale del mulino a stella nella giusta direzione del vento.


PUTTEDDRA
Chiusa in legno presente nella serie dei “vasi” o sulla imboccatura della “traversa”, che separa le saline dal mare aperto.


QUARTARA
Brocca di terracotta utilizzata per distribuire ai salinari acqua da bere.


RABBIU
Schiuma salmastra che si forma nei bordi delle vasche salanti, quando l’acqua è già matura.


RARICCIULA
Attrezzo utilizzato per impedire la fuoriuscita del pesce durante l’immissione dell’acqua.


RASTEDDRU DI LIGNU
Rastrello con manico in legno usato per la pulitura delle caselle di cristallizzazione.


RITTU
Asse verticale del mulino a stella.


RIZZAGGHIU
Attrezzo per la pesca.


ROTA
Corona dentata in legno, costituente un elemento del mulino a stella.


RUFFIANA
Vasca posta dopo il “vasu cultivu”, con salinità intorno ai sedici gradi Baumé.


RUFFIANEDDRA
Vasca successiva alla ruffiana, presente soltanto nelle saline molto estese.


RUZZULU
Cilindro in pietra imperniato in un asse di ferro. Veniva utilizzata per compattare la base delle caselle salanti.


SARMA
Salma. Unità di misura del sale, corrispondente a 650 kg in fase di raccolta e 500 kg circa all’atto della vendita.


SCALUNA
Orditura trasversale delle pale del mulino a stella. Vi sale il “mulinaru” per sistemare le vele sulle pale.


SCANNEDDRU
Elemento della “tagghia”, utilizzato per computare la quantità di sale prodotto.


SCHIFAZZU
Barcone di dieci-dodici tonnellate di stazza, con stiva coperta da un ponte, albero per la vela latina e fiocco.
Viene impiegato nel trasporto del sale dalle saline al porto di Trapani.


SCIABBICUNE
Rete a strascico con maglia molto fitta, usata per la pesca degli avannotti.


SIGNATURI
Uomo di fiducia del proprietario, addetto a contabilizzare la quantità di sale prodotto.


SINTINA
Vasca che chiude la serie delle “cauri” facente parte del quarto ordine delle vasche. Qui l’acqua raggiunge la densità ottimale per la cristallizzazione, il suo grado di salinità è di circa ventidue-ventiquattro gradi Baumé.


SPALATURI
Operaio addetto a riempire le ceste di sale.


SPIATURA
Canalizzazione all’interno della casella avente la funzione di convogliare verso l’uscita il liquido residuo dei cumuli di sale.


SPINA
Spigola, specie ittica pregiata allevata nelle peschiere.


SPIRA
Vite d’Archimede o coclea, interamente realizzata in legno. Azionata dai mulini a vento, esercita azione di pompaggio dell’acqua.


SPIRICEDDRA
Vite d’Archimede più piccola della “spira”, viene azionata a mano da un salinaro.


SPURARI I SPIATURA
Operazione consistente nel liberare i canali principali dal sale condensato che ostacola lo scorrere dell’acqua.


STACIUNERI
Operai assunti per il periodo della raccolta del sale.


STASU
Asse in legno al quale sono legate una serie di funi, aventi la funzione di reggere le pale del mulino a stella.


STIMPIRARI
Operazione consistente nello aggiungere acque del “vasu cultivu” alle caselle salanti.


STRALLI
Funi in canapa che collegano le pale con l’asse della cupola del mulino a stella.


SUTTACURATULU
Primo collaboratore del “curàtulu”.


TAGGHIA
Regolo di legno a forma di parallelepipedo, utilizzato dal “signaturi” per contabilizzare le salme di sale trasportato dagli uomini della “venna”.


TAVULARU
Aiutante degli “omini ‘dda venna”, addetto a sistemare grossi assi in legno fra le “caseddri” e l'”ariuni”, per agevolare sia il trasporto che lo scarico delle ceste di sale.


TAVULUNI
Asse di legno.


TIRARI A PIAIA
Operazione di ripulitura delle caselle salanti.


TRAVERSA
Recinzione esterna della salina, costituita da conci di tufo di Favignana.


TRIPPIDUI
Apprendisti salinari quattordicenni, che in gruppi di tre ricevono il salario di due adulti.


TURRI DU MULINU
Struttura in muratura in cui viene allocato il mulino.


VASU
Vasca di acqua calda, adiacente alla “fridda”. Qui l’acqua ha una salinità di circa otto gradi Baumé.
Vi si pratica la piscicoltura.


VASU CULTIVU
Invaso successivo al “vasu”, vi si conservano le acque della precedente raccolta. Le sue acque hanno una salinità di dieci-undici gradi Baumé.


VENNA
Squadra di circa venti operai impiegata per la raccolta e il trasferimento del sale sullo “ariuni”.


VRAZZU
Argine in conci di tufo, delimitante una vasca dall’altra.


VUCCA
Imboccature dei canali necessarie a garantire l’afflusso dell’acqua e il suo rinnovamento.


 

 

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